Vorrei non parlare sempre di hashtag, ma qui mi tirano per la collottola.
Ieri sera si è svolto il confronto tra i candidati alle primarie del PD, su Sky, talmente in pompa magna che sembrava quasi una puntata di X-Factor, e come per il talent show i social ne hanno parlato tantissimo. Su Twitter è trend topic ancora oggi.

Ora, il caso vuole che l’hashtag ufficiale della serata fosse #ilconfrontoPD, e non serve avere una gran competenza per capire che ha qualcosa di sbagliato.
Come ho scritto in un post di qualche giorno fa, gli hashtag devono essere essenziali, le cose superflue sono da eliminare, e ovviamente mi riferisco a quell’articolo “il”.

Non è tanto una questione di caratteri risparmiati, ma di impatto visivo e testuale. Con l’articolo “il”, quell’hashtag dà proprio l’impressione di essere strano, grossolano, inadeguato, e non trovo una parola migliore: brutto.
La prova di quello che dico è l’effetto sulla massa degli utenti, che è abituata a usare Twitter, a leggere molti hashtag e quindi ormai ha acquisito una naturale sensibilità per queste cose.
Gli utenti di Twitter, infatti, ieri sera hanno spontaneamente corretto l’hashtag ufficiale, usando con totale naturalezza e quasi senza pensarci #confrontoPD invece di #ilconfrontoPD.

Una sciocchezza? Un dettaglio poco importante? Per qualcuno forse si, ma secondo me questo è un caso interessante che conferma un paio di cose già dette sui social network:
1) nella scelta di un hashtag, ogni dettaglio è fondamentale;
2) la massa degli utenti, quando decide di fare qualcosa, comanda.

Se poi non vi ho convinto io e non vi hanno convinto gli utenti, allora lasciatevi convincere dalle parole di un vero esperto di dettagli:

Il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno si prende mai la cura di osservare.
(Sherlock Holmes)