Pochi giorni fa ho recensito un nuovo prodotto che si propone di fare piazza pulita in un solo colpo di Google Docs e Microsoft Word. Sto parlando di Quip o meglio del word processor di Quip. Su Facebook Lorenzo Sfienti, uno dei co-founder di Followgram, ha sollevato una polemica piuttosto interessante: quanto Quip ha avuto copertura mediatica perché è un buon prodotto e quanto perché uno dei due co-founder della startup è l’ex CTO di Facebook?

Lorenzo è nel giusto, ma siccome a pensar male si fa peccato ecco che il mio amico ha perso di vista il nocciolo della questione: perché Quip ha sollevato tutta questa attenzione? La risposta è piuttosto semplice: perché Google Docs su mobile fa schifo e perché Microsoft non ha creato delle versioni di Office decenti per iOS e Android. Quip si propone di risolvere un problema. E, semplicemente, funziona.

Dopo aver smanettato un po’ con Quip ho avuto due reazioni. La prima è stata: carino, ma non è finito e non ha tutte le cose che vorrei. La seconda: è fico e molto meglio di quello che sto usando oggi. In meno di 24 ore ne sono divenuto utente. Cos’è che mi ha convinto? Diversi elementi che possono essere facilmente riassunti in quello che oramai si sta affermando come il modello di successo dei nuovi prodotti o app.

Andiamo per punti.

Mission. Nel post di introduzione a Quip gli autori hanno ben spiegato il perché hanno deciso di realizzare questo prodotto e qual è la loro vision. Nello specifico caso, è stato individuato un problema piuttosto evidente: tutte le aziende dell’epoca dei PC stanno cercando di riadattare i loro prodotti al mondo dei dispositivi mobili. Nessuna ragione con in mente innanzitutto il mobile. All’interno di questo scenario i founder di Quip si sono dati l’obiettivo di costruire una suite di nuova generazione, che sia innanzitutto piacevole da usare.

Design. Eccoci di conseguenza al secondo punto. Oggi il design è fondamentale per un prodotto di nuova generazione. Con design non intendiamo solo la grafica, che quando si tratta di dispositivi mobili è per forza di cose orientata al minimalismo e alla semplicità. Design, soprattutto nel mondo mobile, significa risolvere problemi. Nello specifico caso Quip risolve il problema della complessità di usare strumenti per desktop su dispositivi mobili.

Geek. Sento già le critiche, quindi anticipo le repliche. Farsi notare oggi negli affollatissimi app store è una cosa piuttosto complicata, e quando Lorenzo sostiene che se fra i fondatori di Quip non ci fosse stato un nome importante l’app non avrebbe ricevuto la stessa attenzione è difficile dargli torto. Glielo do comunque, però, perché Quip ha tutte le carte in regola per conquistare il popolo dei geek e per oramai qualunque nuovo prodotto digitale sono questi gli early adopter, ossia gli evangelisti che dovranno avvicinare le masse la prodotto. Un geek prova sempre un nuovo prodotto e ne boccia diversi ogni giorno.

Social, ma non troppo Un errore spesso commesso è quello di voler far registrare subito gli utenti con Facebook, Twitter o Google Plus per appropriarsi dei loro dati e usarli come strumento per acquisire nuovi clienti. Quip dimostra che la cosa più importante è conquistare l’utente che ha deciso di utilizzare la tua app, non i suoi amici. Perché se conquisti questo, sarà lui a invitare i suoi amici a usare il tuo prodotto. Ecco perché le feature di condivisioni sono indipendenti dai social network: condividi con chi pensi che possa trarre giovamento da quello che condividi.

Cloud. Oramai non parliamo più di sincronizzazione, ma ci stiamo lentamente convincendo che il nostro hard disk debba migrare sul cloud. Un nuovo prodotto che non salvi su cloud nasce morto. Quip salva tutto senza che tu ci debba pensare. E permette di archiviare i documenti, nascondendoli alla vita per rendere più semplice la consultazione, che è guidata dallo strumento di ricerca. Se poi si tratta di contenuti, la possibilità di condividere e salvare in prodotti già esistenti come Evernote, Dropbox o Memopal, Instapaper o Pinboard rappresenta sicuramente non un vantaggio, ma un’esigenza che probabilmente diversi utenti hanno. Ecco questo a Quip gli manca, come tante altre cose, ma sono sicuramente sulla strada giusta.

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