Se oggi siete stati su Twitter, lo avrete certamente notato: parlo del #Giocabolario, l’hashtag delle parole inventate.
Dalle 12 di stamattina (giovedì 21 novembre), il sottoscritto, @MatteoGrandi, @Azael, @Luca_Preziosi e @AugustoDeMegni, per farci due risate con l’Immaginario Festival di Perugia, abbiamo lanciato l’hashtag #Giocabolario, che ha funzionato piuttosto bene: è rimasto in testa ai trend topics per diverse ore, anche mentre vi sto scrivendo.

Ora, lungi dal vantarmi di aver lanciato un hashtag di successo, preferisco analizzarlo e spiegarlo, perché per farlo funzionare, pur essendo un giochino, abbiamo applicato una serie di regole universali nel campo degli hashtag.
La regola base del gioco era creare neologismi, parole nuove, inventarle di sana pianta con gli annessi significati. Detta così, sembra facile, ma eccetto la parte strettamente creativa (pensare a neologismi divertenti) la comunicazione doveva avvenire in un modo molto preciso, per cui ci siamo coordinati seguendo metodi e tempi.

1 – IMMEDIATEZZA
Un hashtag ben fatto non ha bisogno di essere spiegato: deve essere immediato, gli utenti devono vederlo ‘in azione’ e capire subito di che si tratta. Se questo non succede, l’hashtag è sbagliato.
Nel caso del Giocabolario, il nome fa capire non molte cose, ma appunto una sola cosa: gioco e vocabolario, quindi si gioca con le parole.
Impossibile fraintendere.

2 – ESEMPIO
Nei giorni precedenti, io gli altri quattro elementi pericolosi abbiamo fatto un brainstorming al bar per coordinarci un po’, e decidere come twittare per far capire bene l’hashtag, perché il nome da solo non basta.
I primi tweet sarebbero stati i più importanti, perché sarebbero stati l’esempio. Tweet sbagliati non avrebbero fatto comprendere il gioco, e ci saremmo subito giocati l’esordio.
Con ogni hashtag, leggendo due o tre tweet, l’utente deve capire subito con che cosa ha a che fare, e di conseguenza saperne quanto basta per essere in grado di interagire. Che si tratti di un gioco o di una cosa seria, dovete sempre ottenere la miglior comunicazione con poca roba, due o tre tweet e un hashtag, quindi ogni dettaglio è fondamentale.

3 - ORARIO
Inizialmente si era detto di twittare tutti insieme alle 9 del mattino, ma riflettendoci abbiamo capito che era un orario del cavolo. Alle 9 la maggior parte della gente inizia a lavorare, le prime ore del mattino sono le ore più produttive e impegnate, quindi nessuno avrebbe avuto tempo e modo di giocare al Giocabolario.
L’orario sia di massima affluenza, che di maggior libertà, è mezzogiorno. Gli utenti sono tutti svegli e collegati, anche chi si sveglia tardi, la mattinata è quasi finita e la pausa pranzo è vicina.
Forse sarebbe stato meglio alle 13, ma ci piaceva farlo allo zenith.

4 – PREPARAZIONE
I tweet li abbiamo fatti un po’ sul momento, e un po’ in anticipo.
Di solito scriviamo comunque battute e giochi di parole, ma il Giocabolario è un gioco di parole particolare, e abbiamo pensato di esercitarci un po’. Nel weekend abbiamo buttato giù un po’ di neologismi e scartato i peggiori. Ci siamo presi altri giorni per aggiustare qualcosa, e fare una selezione ancora più efficace dei primi tweet.
La cosa importante era fare attenzione ai tweet più semplici e immediati, che andavano usati subito, per far comprendere bene il gioco. Curato bene questo dettaglio, potevamo lasciarci andare alla social baldoria.

5 – FEEDBACK
Appena partito il Giocabolario, abbiamo tenuto d’occhio le reazioni. Il gioco poteva anche non piacere, potevano arrivare brutti commenti, troll, ecc; mai dare per scontato il successo di qualcosa. Magari ci era sfuggito un particolare importante, e andava corretto in corso d’opera.
Quando poi gli utenti hanno twittato i loro neologismi, abbiamo subito cercato i migliori e retwittati, sia perché meritavano oggettivamente un retweet (e insisto: non stellinate, ma retwittate), sia per dare visibilità alla cosa e mettere in moto una piccola competizione a scrivere il neologismo migliore.

In breve: immediatezza dell’hashtag, orario giusto, preparazione e coordinazione nei giorni precedenti, controllo della situazione real-time, e un po’ di creatività.
Il #Giocabolario è un giochino e si presta molto bene a Twitter, ma segnatevi questi consigli e questa metodica, perché valgono per qualunque hashtag.
Ve lo dice Dio.