(parte 4)

Quarto appuntamento con la Bibbia di Twitter: dritte e consigli per aumentare i followers, o almeno per non perderli.
Si è già parlato di un sacco di cose, come il Followback, il Followforward (e il limite dei 2000 following) e la cura del profilo, e abbiamo già chiarito che questi sono strumenti da abbinare a un blogging efficace, anzi, a un microblogging. Quello che conta, alla fine, è cosa si scrive.
Nel precedente post abbiamo visto come anche la cura del profilo consista nel curare i contenuti, cioè mettere la roba giusta al posto giusto (il nome, la foto, la bio) per massimizzare il potere di seduzione del vostro account, o se preferite per non sprecare il potenziale che potreste avere, e che non sapete ancora di avere.

Ora, parlando dei tweet in senso stretto, il mio intento non è dirvi cosa twittare, anche perché se lo facessi prima di tutto avreste il diritto di mandarmi a quel paese, e, seconda cosa, non funzionerebbe. Avete le vostre idee, il vostro modo di scrivere, il vostro gusto, i vostri stimoli, i vostri argomenti, e vanno benissimo.
Il punto è che, se 140 caratteri sono pochi, le cose sbagliate che si possono fare sono tantissime, e forse un post non basta per elencarle, quindi tralascerò gli errori più banali, come commettere errori grammaticali e SCRIVERE TUTTO IN STAMPATELLO (che fastidio!), ed elencherò i tre più grandi errori che potreste fare su Twitter.

Il primo errore da non commettere mai è ELEMOSINARE.
Non chiedete retweet, non chiedete a tutti di seguirvi, non siate inopportuni, non fate la lagna del bimbominchia, non riempite la gente di richieste, in breve: non chiedete mai quello che volete in modo diretto.
Volete più followers? Allora non li chiedete, non state lì a dire “per favore, seguitemi”. Volete essere retwittati? Allora non pregate per un retweet. Avete mai visto uno raccontare una barzelletta e alla fine chiedere al pubblico di ridere?
Il mondo dei social è spietato: a differenza del Vangelo, se chiederete molto probabilmente non avrete. L’unico modo per ottenere qualcosa è, udite udite, meritarselo, rigorosamente senza chiederlo.
Tutt’al più, ha senso chiedere di retwittare per le emergenze e per le cose serie (che siano DAVVERO serie, però).

Altro errore da evitare a tutti i costi: la MONOTONIA.
Non usate mai Twitter per una sola cosa, per esempio come se fosse il vostro diario. Twittare ogni tanto quello che state facendo, cosa state cucinando, o quale vestito metterete stasera, è carino e dà un tocco personale al vostro account, soprattutto se siete un serio rispettabile professionista. Twittarlo sempre, senza variare, è la cosa più noiosa del mondo.
Dovete ragionare come se alla gente non fregasse un cavolo di voi (il che, spesso, è vero), e cercare di scrivere qualcosa che sia davvero, OGGETTIVAMENTE, interessante. Se proprio vi capita una cosa tanto buffa o degna di essere raccontata, twittatela.
Se avete passato la giornata scrivendo “sono in ufficio”, “vado in palestra”, “sono nel traffico”, “sono a casa”, “sono stanco”, “mi guardo un film”, “mi lavo i denti”, “vado a dormire”, i vostri followers vi molleranno, e faranno bene.
Stessa cosa vale per chi usa Twitter solo per linkare articoli del blog, o solo per parlare di politica, solo di sesso o solo di lavoro.

Terzo e ultimo errore madornale: l’AGGRESSIVITA’.
Non twittate mai in modo aggressivo. Non è questione di bontà, di essere carini e di buone maniere: è proprio questione di comunicazione sbagliata. Nessuno ha voglia di parlare con un saccente, con un presuntuoso, con un intollerante, con uno che ha sempre da ridire e vuole avere l’ultima parola a tutti i costi. Non ne avreste voglia neppure voi.
Internet spinge a rispondere di pancia, a scrivere in modo impulsivo, un po’ come quando si è in mezzo al traffico e si urla con facilità. Ebbene, se tenete ai followers dovete imparare a frenare la vostra voglia di prevalere e di essere aggressivi.
Non c’è da vergognarsi, succede a tutti, è normalissimo, è umano aver voglia di lasciarsi andare ed essere se stessi senza filtri, ma nei social non è utile.

Ricapitolando: non elemosinate, non siate monotoni, non siate aggressivi.
Sono divieti? No, sono consigli, e siete liberissimi di non seguirli, ma poi non lamentatevi se i followers non crescono, o se li perdete.
Alla prossima puntata.

vedi la Parte 1 (il FollowBack)
vedi la Parte 2 (il limite dei 2000 following)
vedi la Parte 3 (la cura del profilo)
vedi la Parte 5 (i consigli finali)