Tutti amano le emoticon e Google dev’esserci particolarmente affezionata, se qualche mese fa ha arricchito la collezione delle “faccine” disponibili su GMail. La settimana scorsa, è stato rilasciato un nuovo strumento capace d’integrarle nei caratteri tipografici per il web: Color Emoji permette d’inserire delle immagini a colori nei glifi, consentendo d’utilizzare le emoticon, digitandole come semplici lettere. Non è una soluzione inedita e, infatti, Google ha standardizzato Phantom Open Emoji che fu finanziato su Kickstarter.

Quando utilizziamo un programma per la messaggistica istantanea, ad esempio, è sufficiente digitare il simbolo corrispondente a una emoticon perché questa appaia nella finestra di dialogo. Inoltre, Content Management System (CMS) come WordPress traducono automaticamente quei simboli in smile. Entrambe le casistiche presuppongono che la “faccine” sia un’immagine raster: Color Emoji, al contrario, le assimila alle altre lettere. È un vantaggio evidente, per tutti i designer che volessero integrare le emoticon nei propri caratteri.

Nonostante l’immediatezza del meccanismo, alcuni hanno subito criticato la disponibilità di Color Emoji: dal punto di vista tecnico, lo strumento integra le immagini nel formato PNG. Trattandosi di disegni, sarebbe preferibile un ricorso a dei caratteri vettoriali che da tempo permettono l’integrazione delle emoticon in SVG. La scalabilità delle immagini è essenziale, dovendo realizzare un design responsivo, e giusto le fotografie impongono d’utilizzare il formato raster. Polemiche a parte, spero che Color Emoji abbia successo.

Photo Credit: Anders Rune Jensen via Photo Pin (CC)