Ieri ho organizzato il mio primo CoderDojo. Era da un anno che avevo in mente di farlo da quando ne rimasi stregato sentendo parlare di CoderDojo Barbara Alaimo, pedagogista co-fondatrice di Coder Dojo Milano, durante il Social Family Day 2013. Poi Riccardo Luna mi contattò per far parte del team di Go On Italia, iniziativa promossa da Wikitalia che ha preso il via ieri in Friuli Venezia Giulia (la mia regione), il cui scopo è quello di diffondere la cultura digitale in Italia. Ieri era il DDay, più di 110 eventi organizzati in un unico giorno in tutta la regione.

Il CoderDojo FVG a questo punto non poteva più attendere e grazie alla collaborazione di Carmelo Presicce e Caterina Moscetti, due mentor ormai espertissimi giunti rispettivamente da Bologna e da Sigillo (PG) per insegnarci a partire e alla struttura (la location) e al supporto organizzativo messo in campo dal DITEDI (Distretto delle Tecnologie Digitali con sede a Feletto Umberto Tavagnacco, UD), l’abbiamo fatto.

È stato un successone. Come primo evento avevamo calcolato di accettare un massimo di quindici bambini compresi tra i sette e i quattordici anni (questa è l’età per partecipare al CoderDojo) considerando sia gli spazi a disposizione sia il fatto che ci saremmo misurati con la prima esperienza. I posti messi a disposizione tramite registrazione online (Eventbrite) sono andati letteralmente a ruba. A completare il team dei mentor, assieme a me, Carmelo e Caterina, c’era Marco De Paoli, programmatore e mio carissimo amico.

Indice di quanto sia piaciuta l’esperienza ai partecipanti è stata la pausa dedicata alla merenda: i bambini l’hanno consumata in tempi record per poi tornare a catapultarsi sulla tastiera e continuare a programmare il proprio videogioco.

Infatti come prima lezione, abbiamo proposto ai piccoli coder di realizzare un semplice videogame grazie a Scratch il linguaggio di programmazione didattico sviluppato dal MIT. Con Scratch 2.0 (la versione del programma che abbiamo usato ieri) è possibile creare in poco tempo simulazioni, visualizzazione di esperimenti, animazioni, musica, arte interattiva, e semplici giochi.

Scratch è fondamentalmente un linguaggio di programmazione orientato agli oggetti. Gli oggetti vengono denominati Sprites e possono raffigurare qualunque cosa venga in mente al programmatore come un gatto, un’auto, una palla. Il comportamento di ogni oggetto (movimento, suoni, … ) viene definito tramite una logica di funzioni che si attivano al verificarsi di determinati eventi (es. ho premuto il tasto Invio, il pipistrello ha toccato il gatto, … ); le funzioni si costruiscono mettendo assieme sequenze di mattoncini colorati che sono in grado di implementare tutte logiche più elementari della programmazione informatica come i cicli, le condizioni, le variabili…

Carmelo ha guidato la classe nella prima fase del pomeriggio con un tutorial dedicato alla realizzazione un semplice videogioco che consisteva nel muovere uno squalo volante interagendo le frecce della tastiera e nel far sì che questo catturasse un pipistrello (anch’esso volante) il quale però si muoveva in autonomia e senza fermarsi per tutto l’ambiente di gioco. Ogni volta che lo squalo toccava il pipistrello questo scompariva per qualche secondo e il punteggio totale aumentava di una certa cifra.

Quella di Carmelo è stata di fatto una non-lezione: i partecipanti non erano affatto obbligati a realizzare esattamente cosa stesse proponendo il mentor. E così è stato. Per esempio mia figlia Vittoria (di sette anni, una delle tre bambine presenti tra i piccoli coder) ha realizzato un gioco analogo ma i protagonisti erano una ballerina, un cane e un pipistrello che sbatteva le ali muovendosi da un lato all’altro dello schermo. Altri bambini più grandicelli sono addirittura andati oltre aggiungendo complessità al gioco con oggetti che si clonavano quando venivano toccati o che facevano perdere punti invece di guadagnarli.

È stata un esperienza fantastica! Il CoderDojo sviluppa la creatività, perché per programmare (e ben lo sanno i programmatori come il sottoscritto) serve creatività. Il CoderDojo porta a sviluppare delle competenze trasversali come il saper lavorare in gruppo, il problem solving e l’approccio algoritmico (esiste un algoritmo anche per fare la pastasciutta!).

Prevenire è meglio di curare… ma promuovere è ancora meglio di prevenire… e il Coder Dojo promuove la produzione di cose positive.