Ieri ho partecipato al Codemotion di Venezia, dove ho intervistato Riccardo Donadon di H-Farm. Ho fatto anche altre interviste che vi proporrò nei prossimi giorni, ma oggi voglio raccontarvi perché, se vi siete persi l’evento, avete fatto male. Chiariamo subito che Codemotion è sempre più un ritrovo dedicato gli sviluppatori, tanto che ora lanciano pure workshop collaterali all’evento.

Venerdì si è svolto il primo ed era dedicato a come sviluppare un’app per tutti gli schermi. All’evento di Roma il prossimo marzo sono già in calendario lo sviluppo di web app con jquery, app native per Android e HTML 5. Questi sono infatti gli argomenti per cui Codemotion ha avuto il maggior numero di richieste da parte di aziende e singoli intenzionati ad approfondire la propria conoscenza nel settore. Nella seconda parte del prossimo anno debutteranno i workshop di Windows 8 e iOS.

Volete sapere qual è stata la cosa che più mi ha colpito a Codemotion? Donadon che si preoccupava di aggiungere cestini per la monnezza e aprire le porte dei bagni per far cambiare l’aria. Non so se mi spiego: l’animo geek di certe persone non si riconosce solo dal fatto che siano in grado di scrivere righe di codice funzionante, ma dal modo in cui individuano problemi e li risolvono, debuggando e fixando qualunque cosa gli capiti a tiro.

Ora possiamo dirlo. Un plauso speciale va fatto alle organizzatrici che zitte zitte hanno fatto entrare 947 persone (su 1.100 pre iscritti) contro le 750 di limite che la struttura imponeva. Sei mesi fa a Roma c’erano stati oltre tremila partecipanti, ma in quell’occasione l’evento era stato spalmato su due giorni ed era sicuramente più facile da raggiungere. Ora si replica a Madrid e Berlino, con la tappa tedesca novità del prossimo anno e che promette di soddisfare le richieste di numerosi italiani e non che hanno ceduto al richiamo startupparo della capitale della Germania.

Ecco perché avete fatto male a non partecipare. Codemotion oramai è una comunità itinerante, fatta di gente che lavora nel web e con il web. Qui si è parlato dei linguaggi di programmazione sempre più diffusi come Erlang (Federico Moretti sta preparando un approfondimento), di piattaforme open source per relazionarsi con l’internet delle cose, di Arduino Due e di come si può sfruttare la piattaforma, della via open source alla domotica e questi sono solo alcuni dei temi che mi ricordo mentre ciondolo su un pullman che insieme a diverse decine di partecipanti mi riporta a Milano. Altri sono in viaggio su pullman simili per Firenze e Roma. Altri ancora si sono fermati a Roncade per l’hackaton notturno.

La cosa che più mi fa specie è che questa comunità virtuale è sempre più reale. Alla faccia del digital divide, sono questi gli eventi che costruiscono la Rete nel nostro Paese.