La due-giorni del Codemotion 2013 di Milano è terminata ieri, tra le aule del Collegio Didattico Dipartimentale di Scienze Biologiche dell’Università degli Studi che sono state letteralmente invase da un gruppo composito di curiosi che ha spaziato dagli studenti ai liberi professionisti, senza dimenticare i bambini: un’invasione entusiasta, possibile grazie all’impegno degli organizzatori e soprattutto dei volontari che hanno percorso una lunga maratona per garantire l’efficienza dell’evento. Sono loro che dobbiamo ringraziare.

Tanti gli appuntamenti previsti dalla manifestazione, iniziata coi workshop del venerdì e finita con un party aperto a tutti i partecipanti. Quelli come il Codemotion sono gli eventi che preferisco perché ovunque senti persone sorridenti – nonostante la stanchezza, dopo le ore passate in piedi o a spostarsi da un laboratorio all’altro – che discutono di codice: non è la solita conferenza alla quale dei giornalisti annoiati annotano spazientiti i comunicati stampa delle aziende intervenute. È un incontro fra individui e comunità.

È davvero difficile riassumere cos’è successo al Codemotion 2013 perché – a prescindere dalle sessioni organizzate dal venerdì – l’importanza dell’evento è costituita dalle persone che puoi incontrare: professionisti che parlano di ciò che realizzano e ascoltano i suggerimenti dei partecipanti, scambiandosi opinioni d’alto livello sui linguaggi e le tecniche di programmazione “nativi” o web. Una manifestazione più interessante da seguire come attendente che come reporter, dimenticando il taccuino e portando con sé un portatile.

Ieri, per l’intera giornata sono stati proposti i talk e i laboratori tenuti da ospiti italiani o internazionali — incentrati sui sette argomenti-chiave del Codemotion: big data, mobile, front-end, inspiration, enterprise, innovation, web framework. Il Coder Dojo ha avvicinato i bambini alla programmazione e la plenaria ha presentato ognuna di quelle comunità che contribuiscono al successo dell’evento. Sostenuto economicamente da Microsoft e altri partner, il pomeriggio è terminato con l’estrazione dei premi per i partecipanti.

Non potevano mancare le startup, che hanno permesso di lasciare il proprio curriculum: nel corridoio della rush hour, Intel ha accolto gli intervenuti col “robottone” di Android — a rappresentanza della Developer Zone. Tanti i prodotti in mostra, dalla stampa tridimensionale alla robotica, oltre alle applicazioni e alle infrastrutture per la programmazione. È un evento a trecentosessanta gradi al quale, inevitabilmente, hai comunque l’impressione d’esserti perso qualcosa d’importante perché tutti meriterebbero la tua attenzione.

Nonostante la app ufficiale sia stata perfezionata in tempo e l’organizzazione fosse impeccabile, l’enorme quantità di informazioni che puoi reperire al Codemotion può disorientare: è umanamente impossibile seguire tutto e non inizio neppure a elencare i presenti, perché finirei per dimenticarne qualcuno. Ieri, ho avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con Marco Casario – che ringrazio ancora – e nei prossimi giorni pubblicherò la consueta intervista circa i progressi di HTML5 condotta sui contenuti multimediali.