L’unica delusione del Codemotion veneziano è stata l’assenza di un talk di Marco Casario, uno dei maggiori esperti di HTML 5 delle nostre parti e fondatore di HTML 5 Italy, un gruppo di persone che si ritrovano per aggiornarsi e confrontarsi sul nuovo linguaggio del web. Siccome la mia intervista a Marco è quasi un rituale del Codemotion, sono andato a pescarlo dietro alle quinte (oramai è parte dello staff) per parlare ancora una volta di HTML 5, web app e cloud.

Partiamo da una domanda che ti feci un anno e mezzo fa: HTML 5 è una realtà o ancora un progetto in fase di sviluppo?

Le cose sono andata più veloci di quanto mi aspettassi. Molte specifiche che sembravano richiedere molto tempo per essere definite sono già state risolte. Un anno e mezzo fa si ipotizzava la chiusura di tutte le specifiche per il 2020 mentre ora si parla di chiusura della maggior parte di queste entro il 2014. A determinare l’accelerazione é stato il boom dei dispositivi mobili. Oggi chi sviluppa una web app o un sito web deve pensare a un prodotto che sia fruibile tramite smartphone e tablet.

Però di app in HTML 5 non ho visto granché. Penso a Facebook che prima ci ha creduto e poi ha fatto marcia indietro.

Come Facebook stessa ha dichiarato, sviluppare certe app in HTML 5 richiede un’investimento importante in termini di tempi di sviluppo e quindi costi. Inoltre per ora l’app in versione nativa permette di ottenere di più perché alcune cose puoi farle solo con quella. Non si è trattato però di una moda del momento. Facebook ha anticipato i tempi, forse troppo. Ci sono ancora problemi di testing, anche se ce ne sono di meno e potrebbero essercene ancora di meno specie se Chorme diventasse il browser ufficiale di Andorid, visto che quello attuale non è il massimo della compatibilità.

Intanto Mozilla, che in questi giorni discute del futuro del web, sta muovendo i primi passi con il Web App Store e Firefox OS. Che ne pensi?

Non sono troppo fiducioso perché Firefox negli ultimi anni ci ha deluso e in poco tempo ha perso le quote di mercato che si era preso, specialmente fra gli sviluppatori. Non vorrei che Firefox OS facesse la fine di Chorme OS che è passato in sordina e non sembra andare bene come avrebbe dovuto.

In Cina sembrano credere molto nei sistemi operativi basati sul cloud. In effetti questi hanno il vantaggio di non vincolare più i tuoi dati e le tue app a un dispositivi, ma d’altra parte richiedono un’infrastruttura un po’ più affidabile di quelle a cui siamo abituati, almeno qui. Che dici, software e sistemi operativi nel cloud avranno successo a breve?

Intanto dobbiamo registrare una cosa. I software che prima si vendevano sugli scaffali oggi sono già nel cloud e possono essere frutti su qualunque macchina, come Microsoft Office e Adobe Creative Cloud. Quindi quello che dici non è così utopistico. Il problema dell’infrastruttura potrebbe esserci, ma non c’è un limite di tipo tecnologico, come dimostrato dai chromebook, che però in Italia hanno avuto penetrazione zero. È solo questione di tempo

Come va l’associazione che hai creato, HTML 5 Italy?

È cresciuta tantissimo, abbiamo raggiunto i 300 utenti registrati e attivi. All’ultimo evento che abbiamo organizzato a Roma eravamo in 130. Ogni mese organizziamo un meet up per web developer e web designer interessati a questa tecnologia e che voglio sapete se possiamo iniziare a usarla e vedere che ci fanno gli altri.

E che ci stata facendo con HMTL 5 in Italia?

Nel mercato enterprise si stanno cominciando a muovere colossi come Banca d’Italia e Poste con cui ho lavorato con la mia azienda Comtaste. Una pletora di aziende che prima proponevano web app con flash e Flex ora stanno cominciando a lavorare in HTML 5.

Quindi a chi vuole studiare l’HTML consigli di partire direttamente da HTML 5?

Assolutamente sì, tanto in caso di necessità si può rendere retro compatibile. Alcune specifiche non possono essere utilizzate perché non supportate da tutti i browser, ma non vuol dire che non possano essere fruite dalla maggior parte dei client in circolazione. È vero però che i grossi colossi hanno ancora cellule aziendali che usano internet explorer 6.

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