Lo scorso periodo ho avuto la possibilità di concentrare il mio tempo di gioco su Call of Duty: Ghosts per PlayStation 3, dato che sino a poco tempo fa ci giocavo solo in compagnia, senza dare molta attenzione agli aspetti più tecnici, né alle differenze con il suo predecessore, Black Ops II. Bene, stando più attendo al gameplay, e concentrando la mia attenzione sul versante Multiplayer, dato che la campagna è sempre più trascurata, non nego che la mia sensazione sia stata subito di mangiare la stessa minestra riscaldata.

CAMPAGNA

Dopo la campagna del titolo precedente mi aspettavo qualche miglioria, come l’introduzione di più finali alternativi, o missioni bivio dal cui esito la storia del titolo può prendere diverse pieghe. E invece? Invece quasi nulla. Con un motore grafico che segue una fisica così mal utilizzata, e senza lo spirito arcade che rende divertente i conflitti, la campagna va un po’ a rilento, anzi, non va proprio, tant’è che ho impiegato circa 3 giorni a completarla, cosa forse mai successa prima.

MULTIPLAYER ONLINE

Passiamo ora a quello che da anni è il punto di forza dei titoli della serie Call of Duty: il multiplayer online. Premettendo che siano due generi un po’ diversi di FPS, non nego di preferire Battlefield a Call of Duty, anche solo per il suo comparto grafico e per il suo realismo. Non posso però nemmeno negare la superiorità di CoD in quanto a divertimento in modalità online. Negli anni, Call of Duty ha mantenuto la sua caratteristica frenesia nella modalità online, con mappe non troppo ampie in cui i giocatori si incontrano ripetutamente, con conseguente gran casino.

Questo, senza dubbio, il più grande pregio di Call of Duty, ciò che lo rende divertente: il suo aspetto più arcade che simulatore di guerra, come magari può essere Battlefield. Per rendere meglio l’idea, basta pensare alla sola fisica dello sparo, che in Battlefield è perfetta, con il proiettile che all’aumentare della distanza deve essere sparato più in alto calcolando lo spazio che deve percorrere e l’azione della forza di gravità sullo stesso, che lo farà abbassare all’aumentare della distanza.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA

Il titolo è complessivamente promosso, dal momento che concede ancora interessanti fasi di gioco in multiplayer, e situazioni in cui il divertimento non manca, e, in fondo, forse è proprio questo che conta. Si sente però, la necessità sempre più grande di fare un salto di qualità a livello globale. Sia sul piano grafico che su quello puramente del gioco.

Seguite Andrea Careddu su Google Plus Twitter