Google ha finalmente colmato una grave lacuna: Cloud Print – il servizio di gestione delle code per le stampanti connesse a internet – ha un’applicazione ufficiale su Android. Collegato a Drive, il servizio permette d’avviare la stampa dei documenti da qualunque tablet o smartphone. Come? Una nuova piattaforma orientata al cartaceo? Sì, perché alcune situazioni non ammettono alternative e Google è determinata a competere con Microsoft quanto alla produttività. Non mi stupirei se arrivassero altre notizie sulla stessa falsariga.

Non è un caso che a rappresentare Cloud Print sia HP: le due società hanno appena annunciato una partnership per la distribuzione di hardware, che ambisce a ricoprire un ruolo finora appannaggio di Microsoft. Siamo abituati a considerare i consumatori, dimenticandoci che soluzioni come Windows e BlackBerry OS (ormai, lontane dalle esigenze degli utenti finali) non hanno una grande competizione sul business. Certo, Linux e *BSD sono sistemi operativi affermati a livello aziendale… ma la “frammentazione” non è un fattore positivo.

Android e Chrome OS hanno semplificato l’accesso a Linux, rendendolo più popolare: pochi possessori di tablet o smartphone conoscono davvero la piattaforma che utilizzano e, secondo me, non ne hanno bisogno. HP ha ceduto le licenze di webOS a LG e non avendo un altro sistema operativo ha dovuto collaborare con Google. Microsoft dovrebbe preoccuparsi? Sì, pensando al “boicottaggio” sistematico di Windows e Windows Phone. Cloud Print non ha rivali perché nessuno ha voluto investire nel segmento e una app ufficiale era necessaria.