Il cloud computing sta diventando una realtà sempre più interessante per tutti i lavoratori che sono “costretti” alla mobilità ma anche per l’archiviazione dei file personali in un posto sicuro. La tematica sicurezza però, non è trattata sempre allo stesso modo. Vediamo cosa offre Cloud Drive.

Abbiamo visto in altro articolo che il servizio offerto da Dropbox, nei termini d’uso, specifica che il riferimento legislativo è la legge Californiana e quindi, in base al programma statunitense Patriot Act, FBI e Cia possono sbirciare tra i file degli utenti del servizio.

Per quel che riguarda Cloud Drive, lo spazio gratuito per gli utenti è leggermente superiore, si parla di 5 GB e già collegandosi alla home page del servizio si scopre che è collegato con Amazon. È chiaro che ampliare lo spazio a disposizione ha un costo, variabile in base alle richieste.

Trovare i termini d’uso del servizio è un po’ complicato perché servono due click prima di centrare il contenuto. Fatto sta che noi scovato e spulciato il regolamento per capire quanto è garantita la privacy di un utente di Cloud Drive.

Per prima cosa Amazon dice di non assumersi la responsabilità delle attività svolte da altri sui file degli iscritti (punto 5.3). il riferimento normativo citato a garanzia dell’utente è la legge degli Stati Unite e le normative internazionali sul diritto d’autore.