Il web è orizzontale e democratico per questo in alcune nazioni in cui prevale un’ideologia dittatoriale, internet è sempre sottoposto ad una serie di restrizioni. Ecco l’ultima azione della censura in Cina. Il Governo cinese è sempre in tensione e teme che dal web i cittadini possano organizzare la rivolta e rovesciare il regime. Per questo timore la censura nei confronti di internet è davvero pesante.

In particolare il governo cinese, di recente, si è scagliato contro Twitter, o meglio contro l’equivalente mandarino che si chiama Weibo. Alla piattaforma di microblogging in questione sarà possibile accedere soltanto con account veritieri.

Che vuol dire? Che finora tanti cittadini si sono registrati a Weibo con degli pseudonimi e hanno iniziato anche a contrastare il regime. Twitter consente questo tipo di manovre, perché è libero, ma è stato vietato in Cina dal 2009 in poi.

Quindi, tornando a Weibo.com, sono state varate delle nuove leggi che permettono agli utenti di registrarsi soltanto con i dati anagrafici reali. Chi invece è già nella rete ha tre mesi di tempo per “sanare” la propria posizione. Chi non lo farà può andare incontro a conseguenze legali.

Per far passare sulla platea internazionale questa nuova censura, l’agenzia di stampa governativa cinese dice che si tratta di un gesto fatto dal governo per tutelare gli interessi degli utenti e migliorare la credibilità di internet.