Non è una novità che i computer vendano meno di tablet e smartphone, ma – se gli altri perdono consistenti quote di mercato – Google riesce a guadagnare sempre di più coi Chromebook. Circa uno su quattro dei laptop acquistati negli Stati Uniti è un dispositivo con Chrome OS sotto ai $300 e gli analisti prevedono un’ulteriore “crescita” nei prossimi mesi. Chromebook Pixel a $1,300 costituisce un’eccezione: è il portatile prodotto da Samsung a detenere l’invidiabile record di best seller da quasi un anno a questa parte su Amazon.

La situazione italiana è leggermente diversa perché l’indisponibilità di Play Devices non permette certo d’eguagliare le vendite statunitensi. È indubbio, comunque, che i Chromebook abbiano soppiantato i netbook: quei portatili di fascia medio-bassa e piccole dimensioni per la produttività e la navigazione. Dovendo esprimere un’opinione, il limite dei laptop di Google è proprio nelle funzionalità. Non supporta le applicazioni di Linux – su cui pure Chrome OS è basato – né quelle di Android. Perché mai dovrei acquistarlo, allora?

Io non sono riuscito a darmi una risposta e, infatti, non posseggo un Chromebook… né acquisterei Pixel, che costa quanto un MacBook. Non faccio testo, tant’è che i laptop di Google sono gli unici device a “crescere” nel segmento d’appartenenza. Potrebbero sostituire il cartaceo negli istituti scolastici, ai quali è rivolto il portatile prodotto da Lenovo, ma non permettono ancora di scrivere del codice. Personalmente, preferirei optare per il Surface Pro. Non sarebbe un sostituto del netbook, però avrebbe maggiori funzionalità.