Martedì è uscita la versione 21 di Firefox e una frase di Silvio Gulizia ha scaturito un breve dibattito in redazione: perché tanta “ostilità” nei confronti del browser di Mozilla? Non essendo affatto d’accordo con quelle conclusioni, ho pensato di spiegare perché io non potrei fare a meno di Firefox. Premetto che non intendo stilare una classifica e, secondo me, è una questione di abitudini. Tuttavia, proprio non riesco a capire cos’avrebbe Firefox di sbagliato e perché non sarebbe adatto a chi lavora. Beh, dipende dal lavoro.

Se realizzate applicazioni o siti web, indubbiamente dovete installare entrambi. Firefox, però, mette a disposizione degli sviluppatori una serie di strumenti integrati che Chrome non prevede: già a partire dalla visualizzazione dei sorgenti, il browser di Mozilla ha un validatore che consente d’identificare subito eventuali errori. Quello mantenuto Google, anche a livello di evidenziazione della sintassi, non è altrettanto immediato. E vogliamo parlare dell’ispezione del codice? Firefox è impareggiabile, per quanto mi riguarda.

Rispetto ai cookie, Firefox ha una gestione più razionale che permette di rintracciare immediatamente i valori assegnati: Chrome li visualizza a malapena. Se non bastasse, V8 accetta la scrittura quickndirty in JavaScript, col risultato di rendere funzionanti degli script che non dovrebbero essere eseguibili. Utilizzo ogni giorno il browser di Google, ma quando devo sviluppare m’affido a Firefox. Estensioni come PageSpeed, Firebug, ecc. sono disponibili per entrambi, però continuo a preferire quello di Mozilla. È l’abitudine.

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