Google ha inserito ieri il launcher di Chrome OS nella versione sperimentale del browser: dovrebbe partire soltanto con Windows, al momento, però sono riuscito a “catturare” questa schermata da Ubuntu e le applicazioni disponibili sul sistema operativo Linux-based dei Chromebook funzionano benissimo. Parlando della disponibilità di Firefox 19 in anticipo sull’annuncio ufficiale alludevo a un tentativo d’insidiare Chrome OS. Per non sapere né leggere, né scrivere… qualcosa devo averlo intuito, se Google è corsa subito ai ripari.

Cos’è questo launcher e perché, soprattutto su Windows, ha importanza? È un equivalente del menù d’avvio che permette di lanciare le applicazioni web dal sistema operativo, senza la necessità d’aprire il browser. Queste sono eseguite in una finestra indipendente, che tecnicamente è definita chromeless: in pratica, non ha la “cornice” del browser coi pulsanti per cambiare le preferenze. Un esempio intrigante è Text Drive, un editor testuale che consente di scrivere il codice sorgente dei programmi. È gratuito su Chrome Web Store.

È probabile che Google voglia “spingere” ad acquistare i Chromebook, rendendo il browser ancora più simile al sistema operativo: considerando la scarsa appetibilità del nuovo laptop di HP, dovrebbe puntare a un dispositivo prodotto da sé come Pixel. Chrome è eccezionale (anche se io, da sviluppatore, continuo a preferire Firefox), la differenza fra siti e applicazioni è sottile e gli utenti impareranno presto a utilizzare il browser per la maggioranza delle loro esigenze. L’integrazione del launcher è un segnale molto positivo.