Ieri, Google ha illustrato le nuove funzionalità delle Chrome Apps: le app installabili sul browser, che funzionano offline per il desktop di Windows — Mac OS X e Linux potranno ottenerle soltanto in un secondo momento. È difficile esimersi dal prevedere il grave “contraccolpo” che subirà il sistema operativo di Microsoft, considerando la scarsa appetibilità della nuova interfaccia grafica. Il browser di Google può facilmente sostituire tanto quella, tanto il tasto Start che sarà re-introdotto con l’aggiornamento a Windows 8.1.

Lo Start è il primo elemento in discussione: Windows 8.1 riproporrà il pulsante – come ripeto spesso – ma non il menù, mentre Google ha integrato il launcher di Chrome OS che permette d’accedere immediatamente alle applicazioni. Per quanto sia paradossale, gli utenti del sistema operativo di Microsoft troveranno più congegnale una soluzione mutuata da Linux. La “rivoluzione”, però, riguarda la possibilità d’eseguire delle app che non usano le finestra di Chrome e sono visualizzate come gli altri programmi sul desktop di Windows.

Il termine «chrome», nel design d’interfacce, identifica proprio le decorazioni delle finestre: Google le ha rimosse – permettendo di sviluppare ciò che in gergo è definito «chromeless» – permettendo al browser d’avviare delle app integrate al meglio con l’ambiente. Gli utenti installeranno delle applicazioni web, senza neppure rendersene conto. Windows può sopravvivere giusto per merito di programmi come Creative Suite di Adobe che non possono ancora essere convertiti, ma i laptop di Google hanno già conquistato i consumatori.