Giusto ieri parlavo delle novità proposte da Google per le Chrome Apps — ovvero, le applicazioni web che interagiscono col sistema operativo: al momento, sono disponibili soltanto per Windows e tutto sommato non è obbligatorio averle su Mac OS X o Linux. Perché? Beh, la strategia è quella d’“annichilire” RT e la nuova interfaccia grafica di 8 e 8.1. Google non avrebbe grandi chance di competere con l’offerta di Apple, mentre il declino di Microsoft è un’occasione imperdibile per affermarsi sul desktop. E come funzionano le app?

Ho pensato di mettere alla prova le tre applicazioni utilizzate per sponsorizzare le nuove funzionalità delle Chrome Apps: Pixlr Touch Up, Wunderlist e Cracking Sands. Per confrontarle al meglio col ritorno del pulsante Start, ho utilizzato un’installazione di Windows 8.1 poiché Windows 8 Pro non lo prevedeva. Non ho potuto valutare le gestualità del multi-touch, ma sono molto soddisfatto del risultato e ancora più convinto che Microsoft dovrà affrontare un grosso problema. È sufficiente installare Chrome per riprodurre il test.

Tutto funziona come dovrebbe, però peccherei d’eccessivo entusiasmo se sostenessi che le Chrome Apps sono già pronte a soppiantare i programmi di Windows: strumenti come la Creative Suite offerta da Adobe – per riprendere il discorso di ieri – non sono ancora realizzabili in HTML5 e JavaScript, ad esempio. Sottolineo «ancora», perché esistono numerose startup impegnate nella creazione di app del genere… e lo scenario cambierà nei prossimi mesi. Secondo me, le novità proposte con Windows 8.1 non bastano a recuperare sul mercato.