Il mondo informatico e quello reale sono continuamente minacciati dai malintenzionati. Tra le peggior specie di malviventi ci sono quelli che operano frodi informatiche allo scopo di mettere la mani sui depositi degli utenti della rete. 

Le chiavette offerte dalla banche ai loro clienti, da utilizzare durante le operazioni online, possono non essere del tutto sicure. Sembra infatti che sia stato scoperto il segreto che le rendeva degli strumenti a prova di hacker. Ad essere compromesse però non ci sono tutte le chiavette delle banche ma soltanto quelle che si collegato tramite porta USB.

Le altre, quelle che hanno il pulsante per generare la password, quelle no, non sono state ancora violate.

A mettere nero su bianco questa considerazione ci ha pensato l’Istituto nazionale francese per le scienze informatiche che ha scoperto la falla del sistema. Tutto nasce dal fatto che i cosiddetti “token” producono dei codici segreti con scadenza temporale a 60 secondi.

In pratica in questi sessanta secondi, sono state messe a dura prova le capacità crittografiche del dispositivo. I tentativi per entrare nel sistema non sono stati nemmeno tanti.

La documentazione scientifica spiega che in pochi minuti, quindi con pochi tentativi, è stato svelato il segreto delle chiavette RSA SecurID. Sembra addirittura che gli esperimenti siano stati in carico ad un italiano dell’Università di Venezia.