Android e Windows 8, sullo stesso dispositivo: è una pessima idea di Intel per il CES 2014 – dopo una presentazione sibillina da ASUS, che dovrebbe proporre un tablet ibrido con le stesse caratteristiche. La soluzione non è del tutto innovativa e se ancora gli scaffali non sono “invasi” da dispositivi del genere è proprio perché nessuno ne avverte l’esigenza. Due sistemi operativi sullo stesso computer sono troppi, specie se il secondo è virtualizzato come nelle intenzioni di Intel. Eppure, a Las Vegas potremmo vederne diversi.

Secondo me, il dual-boot dovrebbe essere giusto l’espediente per rendere più semplice la transizione da un sistema all’altro: tutti o quasi gli utenti di Linux hanno iniziato così, abbandonando gradualmente Windows oppure Mac OS X. È un po’ come il ruotino di scorta delle automobili… che serve per raggiungere un gommista, ma ci viaggeresti? No, non credo. Sono il primo sostenitore degli ibridi, però mi riferisco all’hardware — e non al software. Ha senso un tablet trasformabile in laptop, non un computer con Android e Windows 8.

Perché Intel vuole a tutti i costi proporre una soluzione ibrida in dual-boot con Android e Windows 8, se la maggioranza dei consumatori non ne ha bisogno? Il problema, per quanto mi riguarda, è la pessima immagine del sistema operativo di Microsoft. Non piace a nessuno – per com’è stato concepito – ma i nuovi computer lo prevedono e in qualche modo dev’essere “digerito”. Intel dovrebbe lavorare con Google per rendere Android più appetibile alle attività di sviluppo che tuttora non sono possibili col robottino verde, piuttosto.

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