Presentato un po’ in sordina ieri al CES 2013, Pebble, lo smartwatch che si connette ad Android e iPhone tramite Bluetooth, arriverà sul mercato a partire dal 23 gennaio, come riporta The Verge. Del prodotto ce ne aveva parlato Federico Moretti qualche settimana fa ricordando come Apple potrebbe copiare Pebble per creare il proprio smartwatch. In un certo senso è vero anche il contrario: Pebble ha copiato Apple e Android rilasciando una piattaforma sulla quale ogni sviluppatore può creare la propria app, che poi si installa tramite una sorta di app app-store disponibile in App Store e Google Play (perdonate il gioco di parole).
Pebble non è il solito orologio con Android. Su Pebble girano solo le applicazioni realizzate per questo. Fra quelle già disponibili ci sono strumenti per monitorare il tempo e chilometri percorsi quando si corre o si va in bici, app per controllare la musica sul proprio telefono o vedere chi ci sta chiamando. Piccole utili cose per chi non ha sempre sottomano il proprio telefono.
A differenza di alcuni amici che lo ritengono una cosa inutile, io sono invece convinto che lo possa diventare. Non porto più l’orologio da quando ho il cellulare perché per vedere l’ora mi basta quello. Poter avere diverse informazioni con un colpo d’occhio al polso lo troverei però più veloce ed efficace in diversi casi, come per esempio quando guido, scrivo, il telefono è in un’altra stanza (cioè non è con me in bagno) o attaccato all’impianto stereo, o mi basta una notifica (es: RT, like etc) e non ho bisogno di consultare l’app da cui mi arriva.
Pebble ha un microprocessore Arm, un accelerometro, vibrazione, e display e-paper in grado di esser visibile anche sotto la luce del sole, la batteria due sette giorni e costa 150 dollari.