The Human Brain Project (HBP) è un’iniziativa, finanziata con $1.6 miliardi dall’Unione Europea, volta a simulare il funzionamento del cervello umano impiegando un supercomputer. L’intento è quello di comprendere meglio le radici delle patologie neurologiche che affliggono gli individui, dalla depressione al morbo di Alzheimer: i ricercatori effettueranno delle simulazioni coordinate per trovare una cura alle malattie più menomanti che coinvolgono il cervello. Un progetto pianificato per avere risultati nei prossimi dieci anni.

Elettronica e informatica aiuteranno la neuroscienza a spiegare la complessità del cervello per orientare la ricerca medica: Silvio Gulizia aveva già parlato di alcuni metodi fai-da-te per “hackerare” il corpo umano, ma HBP eleva l’impiego della tecnologia a un livello superiore. Il nostro cervello è l’elaboratore più complesso che esista in natura e un supercomputer non può riprodurne tutte le funzionalità. Gli scienziati cercheranno di dissezionarlo per ricostruire i meccanismi che stimolano il sistema nervoso pezzo per pezzo.

L’Unione Europea ha investito una cifra davvero ingente sul progetto, segno che l’impiego di supercomputer e big data in medicina viene percepito come un’esigenza. Rispetto ad altri investimenti, HBP è uno studio su cui scommettere: sei postazioni differenti faranno del laboratorio il CERN della neuroscienza. Non sarà affatto, come avreste potuto pensare, un elaborato esperimento di robotica per costruire dei droni che sostituiscano l’umanità. HBP intende arrivare al trattamento di patologie che finora non hanno avuto una cura.

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