Le informazioni veicolate senza un briciolo di cifratura o con una cifratura debole, sono da considerarsi a rischio. Ci sono tantissimi hacker, sempre alla ricerca di elementi vulnerabili nella rete di scambio d’informazioni. Sembra che siano molto deboli le carte d’imbarco.

In genere l’organismo che si occupa della sicurezza sugli aerei e negli aeroporti, è la Trasportation Security Administration. La TSA, in questi giorni, deve fare i conti non solo con le difficoltà di gestione degli scanner total-body, ma anche con le carte d’imbarco contraffatte.

Sembra infatti che nel sistema di Pre-Check, quello che consente ai viaggiatori statunitensi che si spostano spesso in aereo di avere dei percorsi di controllo appositi, ci siano delle falle.

Chi usa il sistema Pre-Check, in pratica, ha tempi d’attesa ridotti, non viene messo alla gogna per le imperfezioni del vestiario ed ha la possibilità di trasportare tranquillamente sia computer portatili, sia i liquidi che – di regola – sarebbero vietati.

Il problema del Pre-Check è che tutte le informazioni contenute nel codice a barre della carta d’imbarco sono registrate in chiaro. In effetti sembra che la cifratura contenga soltanto qualche elemento per separare i viaggiatori che possono usufruire della corsia preferenziale, da quelli che invece devono seguire il percorso classico.

Il che vuol dire che molti hacker, sulla base dei dati raccolti dal passaggio dei cittadini in corsia preferenziale, potrebbero modificare il codice e ricostruire un secondo codice a barre per entrare in corsia privilegiata.

Mentre i rischi che si corrono sono alti, ci si chiede quali siano le compagnie aeree più tecnologizzate e si scopre che la differenza la fa proprio l’uso del computer e delle connessioni. Qualcosa cambierà.