L’Italia ha una Carta dei Diritti per Internet, che è già disponibile online. La bozza della Costituzione della Rete, realizzata dalla Commissione di studio voluta da Laura Boldrini, presidente della Camera, lo scorso luglio, focalizza l’attenzione su diritto all’oblio, anonimato e democrazia nell’accesso alla rete.

“Internet ha contribuito in maniera decisiva a ridefinire lo spazio pubblico e privato, a strutturare i rapporti tra le persone e tra queste e le Istituzioni.” Si apre così la bozza della Dichiarazione dei Diritti in Internet, un documento che riconosce i diritti fondamentali quali accesso alla rete, tutela dei dati personali, net neutrality, autodeterminazione informativa e diritto all’oblio. Questo testo è un punto di partenza per la consultazione pubblica che partirà il prossimo 27 ottobre sulla piattaforma Civici, della Camera. Coinvolgere le persone è un importante punto di partenza per apportare modifiche e valori aggiunti alla stesura finale della Carta dei Diritti.

I punti fondamentali

La bozza della Dichiarazione dei Diritti in Internet, stilata in poco più di tre mesi dalla commissione presieduta da Stefano Rodotà, ha come punto di partenza il riconoscimento e la garanzia dei diritti, riconosciuti dai documenti internazionali, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dalle costituzioni e dalle leggi. Allo stesso tempo, viene riconosciuto il diritto di accesso ad Internet per ogni persona. Questo, infatti, è un diritto fondamentale che comprende la libertà di scelta per quanto riguarda i sistemi operativi, software e applicazioni. Per poter accedere ad internet, tuttavia, viene rimarcata la necessità di interventi pubblici adeguati per superare l’ormai famoso digital divide.

Un altro punto delicato riguarda la net neutrality, dal momento che viene sottolineato come ogni persona abbia il diritto che i dati trasmessi o ricevuti non subiscano discriminazioni, restizioni o interferenze di varia natura. Allo stesso tempo viene rimarcata l’importanza del “Diritto all’autodeterminazione informativa”, la “Tutela dei dati personali” e l’ “Inviolabilità dei sistemi e domicili informatici”, estendendo ai dati le tutele previste per il domicilio fisico.

La bozza, inoltre, si sofferma sulla “Sicurezza in rete”, il “Diritto all’identità” o all’“Anonimato” e, infine, il “Diritto all’oblio”, di cui abbiamo parlato, a causa delle vicende di Google. In chiusura, la bozza sottolinea ulteriormente la dimensione sovranazionale della Rete e la necessità di regole conformi su dimensione universale e sovranazionale.

Bill of Rights di Internet internazionale

La situazione internazionale, invece, trova l’Europa che ha raggiunto un livello di consapevolezza dell’importanza per quanto riguarda la creazione di un Bill of Rights di Internet. Le commissioni nazionali, come quella in Italia, permettono di aprire un dibattito nazionale che, in un secondo momento, dovrà trovare una sintesi a livello Europeo e, infine, a livello internazionale, obiettivo che risulta estremamente complesso da raggiungere.

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