L’Unione Europea ha votato e approvato l’utilizzo della Micro USB come presa standard per i caricabatterie degli smartphone: la decisione avrà effetto dal 2016 – quando sarà approvata dai singoli paesi che compongono la UE. Il voto è stato pressoché unanime, con appena dodici contrari su cinquecentocinquanta favorevoli, e stupisce soltanto che per arrivare a questa conclusione il Parlamento Europeo abbia impiegato tanto. Apple sarà costretta a cambiare la dock su iPhone 6? È molto probabile, se queste sono le nuove condizioni.

La questione delle Micro USB, in Europa, ricorda molto quella dei tappi di plastica al posto del sughero o i forni elettrici contro quelli a legna – che l’Unione avrebbe voluto imporre ai viticoltori e ai pizzaioli italiani. Sappiamo tutti che la soluzione migliore sarebbe quella del caricabatterie wireless, perché riduce l’ingombro dei cavi e fa risparmiare energia elettrica (potendo ricaricare più dispositivi contemporaneamente), ma il Parlamento Europeo riesce a pensare agli standard di fatto del presente. Alle proprie abitudini.

Un problema esiste e non è facilmente risolvibile: il WiFi disturba i segnali radio come il 4G interferisce con quelli televisivi. È per questo motivo che la UE ha preferito le Micro USB, anziché i caricabatterie wireless. Io mi chiedo perché non smantellino la rete GSM e riutilizzino le frequenze per questo e altri scopi, dal momento che tutti avrebbero bisogno di più banda larga e meno cellulari. Forse, per l’Europa un’operazione del genere sarebbe troppo costosa – anche se un domani il passaggio risulterà comunque inevitabile.

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