Qualche settimana fa avevo introdotto Canva: è un nuovo progetto che permette di realizzare dei semplici elementi grafici, utilizzando soltanto il browser. È un’applicazione web – integrata all’omonimo sito – che ricorre al dragndrop e altre gestualità del mouse a composizione delle immagini che possono essere scaricate per una diffusione offline o condivise sui social network. Ho ricevuto un invito e, finalmente, ho messo alla prova le caratteristiche del servizio che propone una serie di modelli predefiniti da cui iniziare.

Canva spazia dalle immagini di copertina per Facebook ai biglietti da visita, proponendo un’interfaccia-utente molto “pulita” e intuitiva. Forse, è persino troppo essenziale perché gli strumenti dei menù sono limitati: le azioni eseguibili sono ridotte al minimo, affinché chiunque possa riuscire a creare in pochi minuti un progetto completo. Rotazione degli elementi, scelta del carattere e allineamento del testo – oltre all’ordine dei livelli – sono le opzioni configurabili. Niente filtri alla Instagram o controllo dell’opacità.

Chi potrebbe avere la necessità d’utilizzare Canva? Essenzialmente, piccole e medie imprese oppure privati che abbiano un budget limitato o avessero fretta di generare dei design per le comunicazioni più rapide. Un volantino per eventi programmati all’ultimo minuto, ad esempio, e semplici presentazioni per brevi interventi a una conferenza. L’aspetto più convincente del servizio è nella proposta per i designer che possono ottenere le royalty degli elementi venduti a $1 agli utenti registrati, qualora scegliessero d’utilizzarli.