Canon ha aperto un nuovo servizio, alternativo a Dropbox, per salvare le fotografie nel cloud: Irista propone 10Gb di spazio gratuito – il doppio del diretto concorrente – e supporta il formato RAW. Effettivamente, era incredibile che un produttore di macchine fotografiche digitali non avesse una propria piattaforma di cloud storage… e Canon ha fatto la scelta migliore, secondo me, introducendo questo strumento. Cerchiamo di capire, però, quali sono gli aspetti positivi e quelli negativi di Irista e soprattutto a chi può servire.

Irista è particolarmente adatto ai fotografi professionisti perché non propone delle app, ma due programmi per il desktop di Windows e Mac OS X. La dimensione delle immagini caricate sul cloud – che possono essere importate da Facebook o Flickr – è maggiore di quella delle foto scattate dagli smartphone: il problema è proprio questo, dal momento che i piani a pagamento del servizio offrono soltanto 50Gb o 100Gb. Sono decisamente troppo pochi per salvare un archivio di fotografie “grezze” catturate con le migliori reflex di Canon!

L’intuizione è buona e gli abbonamenti – 4,49€ al mese o 49€ all’anno per 50Gb e 10,99€ oppure 109€ per 100Gb – sono in linea con la concorrenza. La piattaforma ha ancora qualche difetto di traduzione, ma i programmi funzionano: il grosso problema è lo spazio a disposizione che io giudico insufficiente. Ha più senso una soluzione privata come quella di WD My Cloud che parte da 2Tb per l’utente potenziale di Irista. Spero proprio che Canon riveda al rialzo la quota disponibile e un domani permetta l’upload diretto dalle fotocamere.