Sui social si è parlato molto e si parla ancora della campagna di Wired #CoglioniNo, che punta a restituire una dignità (e uno stipendio) ai creativi digitali, che troppo spesso si sentono dire l’immortale frase: “ti pago in visibilità”.

È difficile non essere d’accordo con questo messaggio, eppure sono sicuro che presto si esagererà dal lato opposto, e cioè che tutti i creativi o presunti tali ora pretenderanno soldi, o peggio: pretenderanno solo soldi, e prenderanno le proposte di visibilità come un insulto.
Ebbene, qualcuno deve pur andare in controtendenza: spezziamo qualche lancia a favore del “ti pago in visibilità”.

SEI UN MICROBO
Siamo realisti: in tutti i settori ci sono i grandi e ci sono i piccoli, gli esperti e i nuovi arrivati, i talentuosi con esperienza e i talentuosi senza esperienza, e non si può valere tutti allo stesso modo. La nostra generazione ha il pallino di arrivare subito al successo e ai soldoni, ma non funziona così: prima si lavora duro, si passa tutti per la gavetta, e all’inizio si accetta qualche compromesso, come lavorare in cambio di visibilità.

GUARDA LA COSA NELL’INSIEME
Se ti chiedono prestazioni che comportano spese, viaggi, tempo, fatica, senza rimborso e pagandoti in visibilità, puoi tranquillamente mandarli a quel paese, ma se ti chiedono una prestazione poco impegnativa e poco dispendiosa, magari puoi anche accettare.
Cerca di essere umile e razionale, e di capire se davvero puoi pretendere soldi o se in fondo il “ti pago in visibilità” è adeguato. Quello che devi fare è analizzare la situazione a 360°, dare un valore oggettivo al tuo lavoro e agire di conseguenza.

TI PARE POCO?
In questo tipo di situazioni, visibilità è ormai diventata una parola da poco, ma per arrivare a un minimo di successo bisognerà pur farsi notare in qualche modo, e sia fuori che dentro i social è sempre utile. Solo la mafia lavora bene nell’anonimato: le persone oneste hanno bisogno di pubblicità ed endorsement, perciò prendi positivamente le occasioni di visibilità, che magari non sono da buttare, però cerca sempre di abbinarci il prossimo consiglio.

PRETENDI VISIBILITA’ ALLE TUE CONDIZIONI
Ti pagano in visibilità e non sganciano la grana? Bene, allora puoi pretendere qualcosa: un certo numero di tweet e menzioni al giorno, o tot retweet e condivisioni su Facebook della tua roba, o esser linkati in quella pagina, in quel preciso punto, in quel preciso modo, ecc.
Se il tuo datore di lavoro paga in visibilità, è giusto che tu pretenda visibilità vera, alle tue condizioni, che ti sia davvero utile. Se lo scambio è prestazioni in cambio di visibilità, a buone prestazioni deve corrispondere buona visibilità.

FAI GIUSTIZIA COI SOCIAL NETWORK
Ti avevano promesso soldi, e poi niente soldi? Ti avevano promesso visibilità, e poi hai ricevuto giusto una menzioncina su Twitter, in un orario del cavolo? Castigali!
Siamo nell’era del social, un singolo utente può generare un bel casino, in termini di reputazione, e il pezzo grosso che sgarra è sempre a rischio.
Parla male di quell’azienda, lasciagli feedback negativi ovunque è possibile lasciarglieli (ma senza esagerare, basta essere sinceri e giusti). “La tale azienda ha approfittato di me: promette e non mantiene. Passate parola e non fidatevi di loro”.
Sei un creativo, no? Usa la fantasia, e il tuo datore di lavoro imparerà ad non approfittare della gente.