Bump e Flock, due applicazioni per condividere interventi o fotografie con iOS oppure Android che Google aveva acquisito, saranno ritirate dal 31 gennaio 2014. La notizia in sé non è “sconvolgente” – tanto che qualcuno potrebbe scambiare la seconda col browser acquisito e dismesso da Zynga nel 2011 – però mi permette di fare il punto sulla maturità di Google+. Disponibile su entrambe le piattaforme, a distanza d’anni dalla creazione il social network sembra essere davvero pronto a sostenere l’intero ecosistema di Mountain View.

Me ne sono accorto proprio durante queste vacanze natalizie: non utilizzo ancora Google+ quanto dovrei, ma – pubblicando “al volo” una fotografia del cenone di Capodanno – ho apprezzato la rapidità dei filtri proposti da Snapseed e, più in generale, l’efficienza della piattaforma. Sono un utente di Android, però credo che la stessa esperienza sia apprezzabile su iOS che Google ha sempre privilegiato: il social network inizia ad attrarre i pubblicitari, perché adesso funziona. Chi l’avrebbe immaginato, dopo il fallimento di Wave?

Google ha tentato a più riprese di proporre una piattaforma del genere… e penso che Google+ abbia ottime chance d’esplodere nel 2014. La razionalizzazione degli strumenti è quasi completata – anche se tuttora aspetto che Android rimpiazzi l’applicazione per gestire le fotografie – e Facebook inizia a perdere colpi, come si suol dire. Non sempre apprezzo le scelte di Mountain View, ma la chiusura di Bump e Flock (comunque non “brandizzate”) è un segnale della completezza del social network, che non può fare altro che migliorare.

Photo Credit: Chris Betcher via Photo Pin (CC)