Il web è sicuramente una fonte molto democratica d’informazione in cui si possono trovare numerosi spunti di approfondimento e discussione, ma il tam tam della Rete può essere anche il peggiore alleato delle bufale colossali. Ecco per esempio quella sui vitalizi dei parlamentari

Il problema degli stipendi dei politici, nel nostro paese, è molto sentito, visto che più di una volta, nel corso degli anni, i giornalisti si sono spesi in tanti articoli sull’onorario corrisposto ai parlamentari eletti.

Dal 2008 però, circola nel web e soprattutto su Facebook, un messaggio copiato e incollato da tantissimi utenti, relativo ai vitalizi parlamentari. In pratica si spiega che ritardando la data delle prossime elezioni dal 6 al 13 aprile i parlamentari non rieletti potranno avere comunque il diritto alla pensione. Cosa che non accadrebbe andando alle urne il 6 aprile.

Allarmante, certo, ma poco veritiero a partire dalle date stesse. Ecco una parte del messaggio che si sconsiglia di seguire:

“Votando invece come stabilito dal Consiglio dei ministri il 13 aprile, ovvero una settimana dopo, acquisiranno la pensione. E poi parlano di voler fare l’election day per ridurre i costi della politica! Ben altri saranno i costi di queste pensioni, non solo in termini quantitativi, ma anche per il messaggio dato al paese, perché questo è il tipico esempio di come fatta la legge viene subito trovato l’inganno.
MORALE DELLA FAVOLA 300.000.000 (se avete letto bene: TRECENTOMILIONI, chiaramente di Euro) DI COSTI PER QUESTA GENTACCIA CHE DOPO POCHISSIMI MESI SENZA FAR NULLA HANNO GIA’ LA PENSIONE CHE E’ DI PLATINO (ALLA FACCIA DEI PENSIONATI CHE DOPO UNA VITA DI LAVORO PER MANGIARE RACCATTA LA
VERDURA RIMASTA A TERRA NEI MERCATI).
I TELEGIORNALI CORROTTI E PREZZOLATI NON LO DICONO, I GIORNALI NEMMENO, SOLO INTERNET PERMETTE DI CONOSCERE QUESTA SCHIFEZZA! FATE GIRARE QUESTE INFORMAZIONI, TUTTI DEVONO SAPERE !!!”

Tutti devono sapere, sì, che si tratta di una bufala.