Molto spesso la tecnologia arriva ad essere al servizio del cittadino, soprattutto del cittadino più povero e lo fa tenendo conto di una tendenza particolare italiana, europea ma addirittura potremmo esagerare dicendo mondiale. Ecco un’idea interessante. 

Si chiama Bring the food e nasce da un’idea tutta italiana. E’ un’applicazione che punta a far sì che non si sprechi cibo ma che i generi alimentari in eccedenza di ristoranti e supermercati, siano al contrario usati per abbattere la soglia di povertà.

In effetti lo spreco di cibo è un problema che attanaglia l’umanità intera, non solo il nostro paese. Solo che l’Italia adesso è superpressata dall’idea della spending review e dei tagli alla spesa e questa situazione potrebbe rendere sensibili all’indirizzo del tema.

Con Bring the food, applicazione nata dalla mente dei ricercatori della fondazione Bruno Kessler di Trento, i ristoranti e i servizi di catering possono collegarsi al sistema e segnalare che c’è del cibo in eccedenza. Questo cibo può essere messo a disposizione delle organizzazioni umanitarie.

Queste devono iscriversi e una volta visionata l’eccedenza, prenotarne il ritiro in tempo reale. Al surplus in questione è assegnato un codice che il portavoce dell’ONG deve presentare al momento del ritiro della merce all’esercente commerciale.