Terminerà oggi, a san Francisco, il BoxWorks 2013: la conferenza annuale degli sviluppatori di Box — uno dei servizi più popolari per il cloud storage. Le novità presentate non sono “rivoluzionarie”, perché riguardano la produttività e soprattutto la gestione delle note. Box Notes è grossomodo un equivalente di Keep, integrato a una piattaforma simile a Google Drive. Se non bastasse, gli altri strumenti proposti da Aaron Levie rispondono alle risorse dimostrate da Dropbox nelle ultime settimane. Il messaggio è piuttosto chiaro.

In luglio, il DBX di Dropbox ha annunciato delle nuove caratteristiche in due direzioni: la condivisione dei documenti e l’accesso ai meta-dati. Box ha creato le stesse risorse chiamandole in modo leggermente diverso, perché memorizzare i file degli utenti non è sufficiente. Le piattaforme che erogano dello spazio in cloud storage sono sempre di più e – dal volume gratuito a quello in abbonamento – i dischi remoti s’assomigliano un po’ tutti. Qual è il discrimine? Ciò che “supera” il salvataggio dei contenuti, ovvero Office 365.

Ieri, Microsoft non offriva dello spazio per il salvataggio dei documenti nella cloud… però gli utenti non ne avvertivano l’esigenza. Oggi, i consumatori usano device sui quali Office non è installabile — forse, hanno smesso d’utilizzare le suite per la produttività? Macché, hanno sviluppato dei bisogni diversi: Windows 8 e Office 365 sono arrivati tardi, quando il mercato proponeva già Box e Dropbox. Le startup possono accumulare i guadagni della multinazionale e Google, se migliorerà i propri servizi, sostituirsi a Microsoft.