Probabilmente Twitter Bootstrap è il “pezzo” più importante di Internet in quanto a sovrastruttura. In pochissimo tempo infatti il toolkit di Twitter per la costruzione rapida di interfacce per siti e applicazioni web si è guadagnato ben l’1% dei siti web esistenti al mondo, che quindi utilizzano proprio questo framework per il proprio design. Oggi è stato reso disponibile Bootstrap 3.0 RC1, che comporta una serie di miglioramenti notevoli su più fronti.

L’intera piattaforma di Bootstrap è stata resa infatti mobile first da Twitter: questo significa che chi sviluppa con Bootstrap non è più legato solo al paradigma a 12 colonne già presente in precedenza, perché gli sviluppatori si sono ingegnati per adattare il workflow di sviluppo ai dispositivi mobili, ottimizzando i layout e consentendo di fare anche sviluppo orientato per prima cosa al mobile.

Le nuove feature includono anche il supporto alle immagini per i display Retina, oltre che un nuovo sistema di griglie (appunto) per smartphone e tablet. Per gli sviluppatori effettuare l’upgrade dovrebbe essere abbastanza facile; per gli utenti, questo dovrebbe riflettersi in un miglioramento del rendering, e nella modernizzazione di alcuni elementi grafici portati ad un paradigma maggiormente “flat“.

Il punto più importante però rimane quell’1% di siti al mondo che esegue Bootstrap: è un numero altissimo in assoluto, e in questo sono contenute sia startup, che altre realtà le quali invece si basano su Bootstrap per avere un frontend web allo stato dell’arte e allo stesso tempo facilmente manutenibile.

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