Bolt – la app che Instagram avrebbe dovuto pubblicare in settimana su Play Store – è stata rilasciata per iPhone e Android, ma soltanto in alcuni paesi selezionati: non è disponibile nel nostro e neppure negli Stati Uniti. Come suggerito dai rumor, permette di condividere foto coi contatti con un semplice tap sullo smartphone. Installabile a Singapore, in Sud Africa e Nuova Zelanda… l’applicazione potrebbe essere portata in tribunale negli USA dove Andrew Benton, CEO d’una startup omonima, chiederebbe un risarcimento dei danni.

Non è chiaro perché Instagram abbia voluto proporre una app rivale di Snapchat, quando Facebook ha già introdotto Slingshot. Bolt funziona più o meno allo stesso modo: possono essere selezionati fino a 20 contatti dalla rubrica, ai quali inviare foto e video che svaniscono con uno swipe. L’assenza dal mercato statunitense, al lancio, potrebbe essere giustificata proprio dalle “minacce” di Benton che rappresenta un’applicazione orientata alla comunicazione che rimpiazzi voce ed SMS — ma sempre appoggiandosi ai numeri di telefono.

Slingshot ha avuto un percorso simile alla nuova Bolt: pubblicata su App Store per errore (o presunto tale), era stata annunciata ufficialmente da Facebook la settimana dopo. È ancora presto per fare un bilancio sulla app del social network, ma non dev’essere così negativo se è stato deciso di proporne un clone gestito da Instagram. Non è escluso che sia in corso una trattativa sul nome dell’applicazione, per poterla lanciare negli Stati Uniti e in Europa, dal momento che la descrizione su Play Store è già tradotta in italiano.