BBM è, senza dubbio, la app più riuscita di BlackBerry: per usarla serve un particolare ID che può essere registrato sul browser o dall’applicazione stessa, già disponibile su iOS e Android (oltre a BlackBerry OS) e presto su Windows Phone, come annunciato da Stephen Elop durante la presentazione di Nokia X al MWC 2014 di Barcellona. Il mio abbonamento a WhatsApp è in scadenza e, non volendolo rinnovare, ho pensato di dare una chance alla soluzione di BlackBerry che quanto ad affidabilità e sicurezza non ha nulla da invidiarle.

Non è un caso che, la settimana scorsa, BBM abbia raggiunto gli 85 milioni d’utenti attivi su 113 milioni di registrati. Presto, la disponibilità per il desktop di Windows potrebbe confermare l’affermazione della app e usciranno nuovi smartphone dotati della caratteristica tastiera QWERTY per rilanciare l’azienda. Quindi, come registrare un BlackBerry ID e iniziare a usare BBM col proprio dispositivo? La prima opzione è sul browser, accedendo alla sezione relativa sul sito di BlackBerry specificando username, password ed e-mail.

Tutti i campi, dal nome e cognome allo username o l’indirizzo di posta elettronica, possono essere modificati in qualunque momento: l’unico accorgimento riguarda proprio lo username, che non può essere già stato registrato da altri, ma per accedere al profilo bisogna indicare l’e-mail specificata in fase di registrazione. La stessa operazione se effettuata dalla app richiede inoltre d’indicare la data di nascita e il paese di provenienza, oltre a una domanda segreta per ripristinare l’account. Niente di trascendentale, insomma.

Se il proprio ID è stato ottenuto via web, accedendo all’applicazione sarà obbligatorio indicare la data di nascita e il paese di provenienza – già richiesti nella modalità in-app – per ottenere quel PIN necessario a comunicare. La differenza è essenziale: BlackBerry ID serve esclusivamente ad autenticarsi, ma ai contatti andrà comunicato il PIN che è un numero di circa otto cifre (suppongo dipendano dalle registrazioni attive) paragonabile allo username di Skype. Non occorre usare l’e-mail, pure se BBM cercherà fra i contatti.

La rubrica del dispositivo – nel mio caso, un Nexus 4 con Android KitKat – è automaticamente sincronizzata con BBM e permette d’invitare i contatti a scaricare la app. Scelta un’immagine per il profilo, la configurazione è terminata: fra le impostazioni è possibile scegliere come gestire le notifiche, il colore del LED lampeggiante, la suoneria e se condividere la propria posizione geografica o ammettere le chiamate via BBM sulle reti mobili. Note vocali, cronologia delle chat e gruppi sono simili a quelli previsti con WhatsApp.

Insomma, BBM è un’applicazione pulita, rapida ed efficace: non la consiglierei a chi preferisce WeChat, ma è adatta ai professionisti e configurabile in pochi minuti. Se non bastasse – a differenza di WhatsApp – è completamente gratuita e recupera quel design di BlackBerry OS 10 che tanto ho apprezzato. Riuscirà BlackBerry, trasformata da produttrice di smartphone ad azienda di servizi, a superare la crisi? Il Q4 del 2013 ha dato segnali positivi, ma la concorrenza di iOS e Android è spietata e Windows Phone non sta a guardare.