L’ufficio stampa di BlackBerry ha confermato ciò che avevo anticipato giovedì: i licenziamenti non saranno proprio cinquemila, ma “soltanto” 4.500 — ridimensionando a ottomiladuecento i dipendenti ancora impiegati nell’azienda canadese. Nel secondo trimestre dell’anno, le perdite hanno raggiunto i $950 milioni con $1,6 miliardi in ricavi. Per fronteggiare la profonda crisi finanziaria, BlackBerry concentrerà i propri sforzi sul Business 2 Business (B2B) escludendo, in sostanza, la vendita al dettaglio dagli scaffali dei negozi.

Non significa che i distributori escluderanno in toto i BlackBerry, ma la loro presenza nei centri commerciali sarà fortemente ridotta: la multinazionale ha compreso che per superare le difficoltà occorre privilegiare il mercato più solido, che è sempre stato quello delle grandi imprese. I tagli non riguardano soltanto la forza-lavoro, ma soprattutto i modelli degli smartphone che passeranno da sei a quattro — Q5, Q10, Z10 e Z30. C’è ancora una speranza di ripresa? Secondo me, se esiste è nell’interoperabilità con iOS e Android.

Dopo il Secure Workspace, l’azienda s’appresta a rilasciare BlackBerry Messenger (BBM) per iOS e Android: la app dovrebbe essere disponibile su iTunes e Play Store tra domani e dopodomani. Lo sostengo con forza da mesi e gli ultimi risvolti della vicenda mi convincono a indicare nella transizione a una società di software il futuro di BlackBerry. Produrre dei device che restano invenduti è un “suicidio”, mentre le imprese hanno tuttora bisogno dei servizi che il Bring Your Own Device (BYOD) ha esteso ad altri sistemi operativi.