Incuriosito da un articolo di John Paczkowski per AllThingsD ho scoperto qualcosa che seguendo la presentazione di BlackBerry 10 m’era sfuggito: i nuovi device possono ottenere facilmente le applicazioni realizzate per Android. Questa possibilità non è nuova… perché già BlackBerry PlayBook, in fotografia, permetteva altrettanto. Gli smartphone annunciati soltanto ieri in Italia condividono col tablet il sistema operativo e alcuni sviluppatori sono impegnati a portare le app su BlackBerry OS. Instagram, per esempio, è fra loro.

La qualità non è paragonabile a quella delle applicazioni create appositamente per BlackBerry OS, ma gli utenti potrebbero avere subito delle app che su Windows Phone richiedono più tempo. Magari, ottenendo una versione migliore in seguito: molto dipende dal successo dei nuovi dispositivi. Silvio Gulizia avrebbe preferito che BlackBerry (ex RIM) puntasse su Android e gli strumenti di sviluppo, nonostante il sistema operativo sia diverso, in qualche modo lo accontentano. La scelta d’offrire una certa compatibilità è intelligente.

Per quanto mi riguarda, il problema di BlackBerry è un altro: sviluppare applicazioni con gli strumenti a disposizione dei programmatori è facilissimo. A differenza di Apple, BlackBerry fornisce gratuitamente i kit e gli emulatori necessari. Cosa potrebbe impedire una “crescita” di BlackBerry OS, dunque? Ciò che affermavo commentando la presentazione statunitense dei device, ovvero il target limitato ai professionisti. Un adolescente non acquisterebbe mai BlackBerry 10 per giocare ad Angry Birds. E, se lo facesse, sbaglierebbe.