Bitcoin è indubbiamente un argomento di grande interesse, in questo periodo, e una delle questioni più dibattute riguarda la sicurezza del denaro tradotto in moneta virtuale: Raspberry Pi – oggetto d’una mini-rubrica dedicata su Leonardo.it – può diventare un portafogli blindato per tenere al sicuro i propri soldi. Come? Installando Cold Pi, una distribuzione di Linux (derivata da Raspbian) che è stata concepita allo scopo e che suggerisce all’utente di staccare il cavo di rete affinché il dispositivo sia sempre tenuto offline.

Internet è essenziale per effettuare il mining, ovvero per generare dei Bitcoin: può essere pericolosa – al contrario – per la memorizzazione della moneta. Non esistono riferimenti alle persone fisiche che la possiedono, se non iscrivendosi a uno dei mercati dove può essere scambiata, ma è piuttosto facile sottrarla al proprietario. Meglio prendere delle precauzioni e trasferire il denaro da una chiavetta USB se il portafogli non è gestito direttamente online. Raspberry Pi è un ottimo ausilio con cui “blindare” il proprio conto.

Cold Pi, una volta scaricata, s’installa esattamente come Raspbian ed è subito funzionante: il nome utente è sempre pi, però la password predefinita del sistema operativo è c90fColdpi. L’importante – nel trasferimento dei Bitcoin da online a offline – è usare la stessa firma digitale, che identifica il proprietario del denaro. Il portafogli è gestito da Armory che è una soluzione open source per Windows, Mac OS X e Linux con la quale salvare la moneta virtuale in piena sicurezza. Secondo me è la scelta migliore su Raspberry Pi.

photo credit: BTC Trinkets .com via photopin cc