Durante la settimana, Bitcoin è stato uno degli argomenti più discussi: il valore della moneta virtuale ha raggiunto i $145, ma è “crollato” sotto i $117 a causa dei malware. Gli analisti avevano previsto una «bolla» e quanto accade attorno a Bitcoin è, possibilmente, ancora più grave. Oltre un miliardo di dollari in circolazione ha provocato la risposta immediata dei truffatori che hanno iniziato ad attaccare i portali di scambio e i possessori di Bitcon. Non è in discussione la sicurezza, però il mercato ha accusato il colpo.

Cos’è successo a Bitcoin? Beh, un gruppo di hacker ha attaccato Instawallet (un popolare servizio di deposito della moneta virtuale) che tornerà disponibile entro i prossimi novanta giorni: il DDoS perpetrato ai danni del sito non ha messo in pericolo la sicurezza dei correntisti perché semplicemente ha provocato un collasso del sistema. Tuttavia, potrebbero subentrare dei problemi di liquidità e tre mesi di manutenzione sono davvero troppi. Immaginate che una banca blocchi l’accesso ai conti correnti per un periodo equivalente.

La débâcle di Instawallet ha svalutato Bitcoin di $30, però un secondo problema affligge chi utilizza la moneta virtuale: un malware diffuso via Skype utilizza i computer degli utenti per generare Bitcoin. Una caratteristica della valuta è il mining ovvero la computazione che genera le valute come fosse una zecca. Il numero dei Bitcoin generabili è predeterminato, ma non è ancora stato raggiunto il limite per l’anno corrente e alcuni malintenzionati hanno creato una botnet per arricchirsi. Non è certo la «bolla», ma s’avvicina.

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