Bitcoin è un argomento-caldo delle ultime settimane. La moneta virtuale ha perso metà del proprio valore, dividendo gli analisti sulle opportunità d’investimento, ma alcuni imprenditori come i fratelli Winklevoss hanno deciso di passare a Bitcoin con largo anticipo sul mercato. Quanto costa, però, generare i crediti? Una particolarità della valuta è il mining, ovvero la creazione “fisica” delle monete crittografate che avviene elaborando un algoritmo dal proprio computer e questo meccanismo costa $150,000 al giorno agli utenti.

Tanto spendono in energia elettrica i consumatori che s’affidano a Bitcoin. Oltre mille megawatt di potenza all’ora che generano crediti per $470,000 ovvero grossomodo tre volte l’investimento energetico. Il mining diventa più complicato col passare del tempo, perché ogni blocco generato allunga la creazione del successivo. È impossibile determinare a priori quale sarà il guadagno derivante dalla singola operazione: i Bitcoin hanno un valore estremamente variabile, soprattutto in questo periodo di grande instabilità del mercato.

Se è stata realizzata una botnet per generare Bitcoin dai computer di ignari sprovveduti che scaricano dei malware è proprio perché il mining richiede tempo e denaro. Impegnare un computer nella generazione della moneta è costoso e l’investimento potrebbe essere a fondo perduto: il dettaglio della bolletta dell’energia elettrica è un grosso deterrente. Tuttavia, poiché i Bitcoin generabili hanno un numero definito, consiglierei a quanti volessero adottare la moneta di creare subito un proprio portafogli. Non è mai troppo tardi.