Il valore di Bitcoin “cresce” troppo in fretta e, secondo gli esperti, potrebbe trasformarsi nell’ennesima «bolla» della new economy. Quando ne aveva parlato Silvio Gulizia, infatti, la moneta era scambiata a 10,50€. Oggi supera i $100 (pari a circa 78€). La popolare moneta crittografata ha raggiunto il miliardo ed essendo invulnerabile all’inflazione non è svalutata dalla maggiore disponibilità numerica: i Bitcoin che possono essere generati hanno un numero prestabilito, tuttora non esaurito, proprio per evitare quest’ipotesi.

Troppo lontano, troppo in fretta, troppo nuova. Così descrive Bitcoin un responsabile di ConvergEx Group su Business Insider: la reazione degli investitori è pessimistica, ma i fattori da considerare sono disparati. Potrebbe essere «la tempesta perfetta» o deludere le aspettative dei consumatori. Il timore che Bitcoin possa danneggiare i mercati è dovuto soprattutto al fatto che non sia controllata da un’autorità centrale e, personalmente, trovo molto positivo questo aspetto. Il problema subentrerà nella regolamentazione della moneta.

Il rapido successo ottenuto da Bitcoin porterà inevitabilmente alla promulgazione di leggi dedicate che potrebbero modificarne gli equilibri. Le scarse informazioni sul creatore di Bitcoin, peraltro, stimolano le teorie del complotto sull’ipotesi d’un nuovo ordine mondiale: è impossibile che la valuta sia stata concepita in un garage da un hacker con qualche rudimento d’economia. Chi c’è dietro e perché? Impossibile determinarlo. Possiamo solo sapere che Bitcoin funziona ed è sempre più diffusa nei Paesi in crisi come l’Italia.

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