Stando alle ultime stime, riportate da Morgen Peck su IEEE Spectrum, Bitcoin ha raggiunto un giro d’affari da un miliardo di dollari: ne circolano oltre undici milioni, scambiati a circa $92 cadauno. La moneta virtuale crittografata che ha descritto Silvio Gulizia quanto all’utilizzo in Europa è un fenomeno di successo. Un ulteriore segnale della popolarità acquisita è nel passaggio di Bitcoin Gold dalla 1.171ª alla 104ª posizione fra le app più scaricate nella gestione degli investimenti finanziari. Non possiamo più ignorarla.

Bitcoin non è una valuta presidiata da amministrazioni pubbliche o società private, non è “tracciabile” ed è scambiata in tutto il mondo. È impossibile attribuirle un valore preciso, perché le variabili da considerare sono troppo numerose: le caratteristiche della moneta, invulnerabile all’inflazione, attraggono un numero crescente di consumatori afflitti dalla crisi internazionale dei mercati finanziari. I cittadini di Cipro, ad esempio, sembrano averla adottata in massa. Potrebbe salvare gli Italiani? Forse, una piccola parte.

Nonostante sia convertibile in valute correnti, Bitcoin ha delle proprietà che s’adattano al web anziché alle transazioni offline. Potrebbe salvare il giornalismo da modelli di business basati sulla pubblicità, aiutare la circolazione dei micro-pagamenti… ma dubito che qualcuno potrebbe utilizzarla, senza conversioni, per acquisti nei negozi o altri esercizi commerciali. È impossibile pagare le tasse o le sanzioni amministrative con Bitcoin. Tuttavia, penso che personalmente farò sempre più affidamento a questa moneta virtuale.

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