Ricordate Cameron e Tyler Winklevoss, i gemelli che fecero causa a Mark Zuckerberg sulla proprietà intellettuale di Facebook? Non hanno più nulla a che fare col social network e, messo da parte il canottaggio, hanno avviato un’attività imprenditoriale basata su Bitcoin: la moneta che è soggetta al rischio d’una “bolla”. I due avrebbero già accumulato oltre $11 milioni, una cifra destinata a crollare per l’eccesso di ribasso del valore di Bitcoin negli ultimi giorni. La valuta ha superato i $250 ed è tornata a $120 in poche ore.

Oggi tutti parlano della crisi di Bitcoin, ma i fratelli Winklevoss sono convinti che la moneta virtuale abbia un grande futuro davanti a sé. I gemelli sono riusciti ad agguantare un mercato in crescita: la Winklevoss Capital ha iniziato a trattare i Bitcoin l’estate scorsa, quando il loro valore non superava i $9. Com’è avvenuto con Facebook, i fratelli hanno fiutato l’affare prima degli altri. E, magari, questa volta non resteranno con un pugno di mosche. Ammesso che sessanta milioni di dollari possano essere considerati tali.

Tanto, infatti, hanno ottenuto i Winklevoss come risarcimento da Zuckerberg. La “scalata” a Bitcoin sembra più remunerativa, sul lungo periodo: non credo che l’oscillazione del mercato durerà per molto, nonostante l’altalena di questi giorni. I tentativi di speculazione erano prevedibili, considerando che Bitcoin ha raggiunto i medium. Esiste un fondato sospetto che gli stessi gemelli stiano barando sulla cifra accumulata, perché la crittografia della moneta non permette di risalire al proprietario. Ne sentiremo parlare ancora.

Photo Credit: Glen Cooper via Photo Pin (CC)