Bing, recuperando una parte della tecnologia sviluppata su Cortana, inizia a riconoscere le conversazioni per effettuare delle ricerche sul motore: più semplicemente, basterà scrivere una domanda come quella che faremmo a voce a un interlocutore umano perché appaiano dei risultati coerenti. Un meccanismo già conosciuto con Big G che ha elevato lo stesso concetto con Google Now e adesso è stato implementato anche da Microsoft. Addio alle parole-chiave, che ci costringono a ingegnarci per avere una risposta. Basteranno le parole.

Chi è il Presidente degli Stati Uniti? Chi ha interpretato Morpheus in The Matrix? Sono alcune delle domande che possono essere poste a Bing – in forma diretta o indiretta – per ottenere tutti i risultati. È chiaro da BUILD 2014 [vedi gallery] che il motore di ricerca abbia acquisito una maggiore importanza per Microsoft e il gap con Mountain View è stato quasi del tutto colmato. Un percorso iniziato nel settembre del 2013 con Page Zero, una sorta di clone del noto Google Instant, che a partire da oggi supporta le conversazioni.

Cortana è stata una grande spinta a migliorare Bing, che di recente ha arricchito le ricerche con tweet e hashtag da Twitter: la diffusione di Windows Phone 8.1 in Italia dovrebbe convincere Microsoft a estendere tutte le caratteristiche della piattaforma al nostro Paese, dove soprattutto le funzioni sperimentali risultano tuttora inaccessibili. Non è una novità assoluta perché Google c’è arrivata da tempo – escludendo persino le keyword dalla SEO – ma è un passo avanti da tenere in seria considerazione, facendo delle ricerche.

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