Fra le novità della WWDC 2014, un aspetto da non sottovalutare riguarda il motore di ricerca predefinito su Safari per OS X Yosemite e iOS 8: non più Google, ma Bing o DuckDuckGo. La prima scelta è ricaduta sulla piattaforma di Microsoft, che ha appena compiuto cinque anni, mentre la seconda – ancora più interessante – è caduta su un servizio meno noto. Particolarmente apprezzato per la tutela della privacy, DuckDuckGo ha appena rinnovato la propria interfaccia e non effettua il tracciamento degli utenti. Sarà preferito a Bing?

È evidente che Apple voglia isolare Google: già dal keynote, Tim Cook ha ironizzato sul fatto che gli utenti di Android abbiano comprato il proprio smartphone per errore e siano successivamente passati a un iPhone. Microsoft non impensierisce più di tanto, perché Bing ha ancora molta strada da fare e – per il momento – non costituisce una minaccia. Curioso, però, che Cupertino abbia voluto un motore di ricerca indipendente come DuckDuckGo che è più amato dalla comunità open source. Possibile che stiano pensando all’acquisizione?

Tutto è possibile, dopo l’acquisto miliardario di Beats. Eppure, a differenza delle cuffie di Dr. Dre, DuckDuckGo non è complementare al business di Apple. Safari è fra i pochi grandi browser a non avere un proprio motore di ricerca: Chrome ha Google, mentre Internet Explorer ha Bing. Firefox e Opera – come quello di Cupertino – possono anche farne a meno perché operano in settori differenti, ma a Siri serve una piattaforma come DuckDuckGo? Strano non l’abbia già, però il motore che rispetta la privacy ha altre caratteristiche.