Ieri, Microsoft ha introdotto una nuova funzionalità di Bing: la sezione del motore di ricerca dedicata alle immagini propone un filtro che permette d’includere o escludere i risultati, basandosi sulla licenza. In pratica, potete scegliere di visualizzare soltanto le fotografie rilasciate sotto Creative Commons e disponibili per l’utilizzo commerciale, sostituendo le agenzie di stampa o i servizi a pagamento. È una novità davvero interessante per i blogger, che spesso rischiano d’utilizzare delle immagini protette da copyright.

Le licenze di Creative Commons hanno caratteristiche molto diverse fra loro e – sebbene la struttura modulare sia piuttosto intuitiva – è facile sbagliare: un autore potrebbe vietare la modifica dell’originale e/o inibirne l’utilizzo commerciale, impedendone la pubblicazione su testate registrate. Ulteriori opzioni concedono l’alterazione dell’opera, a patto di mantenere la licenza originale sull’immagine derivata. Microsoft consiglia di leggere attentamente le direttive di Creative Commons, prima di pubblicare delle fotografie.

Sono entusiasta della nuova feature di Bing, simile a quella di Flickr ed esclusa da Google. Qual è il problema? Al solito, Microsoft non ha considerato la lingua italiana… e per accedere al filtro basato sulla licenza occorre impostare il motore di ricerca sull’inglese. Bing fatica ad attrarre gli utenti, nonostante proponga diverse funzioni eccellenti, perché la politica aziendale privilegia gli Statunitensi. Secondo me, per “crescere”, Microsoft dovrebbe portare l’esperienza dell’engine allo stesso livello in tutto il mondo.