I social network, in qualche modo, devono tutelarsi dai falsi utenti, da quelle identità fittizie che in alcuni casi nascono in buona fede ma che in altri casi possono celare dei malintenzionati. Ma la rete vuole che si rispetti il diritto all’anonimato. 

L’abbiamo visto con le ultime statistiche Facebook: gli account fasulli su un social network, sono molti di più di quello che riusciamo ad immaginare. In molti casi ci sono dei malintenzionati dietro i nomi “comuni”, ma in altri casi si tratta soltanto di persone che vogliono navigare in maniera anonima.

Facebook e Google Plus hanno deciso di contrastare gli utenti fake e, nell’immediato futuro, si propongono di chiedere i documenti a chi vuole iscriversi. Insomma si sta in rete con la propria identità. Una notizia, questa, che ha fatto scatenare la Rete.

C’è un vasto movimento di persone che si battono per la difesa dell’anonimato, spinti dalla volontà di assicurare a tutti la permanenza online. Il pensiero va sempre a quei paesi in cui la libertà di espressione non esiste oppure a quelle persone che sono vittime di stalking, bullismo e pregiudizi di ogni tipo.

La cosiddetta real name policy, dunque, vacilla, mentre i vertici pensano già a sospendere gli account fasulli. Ci sarà da lottare.