Il caso della disputa tra Apple e Samsung, ha dimostrato che molto spesso le questioni tecnologiche si risolvono meglio in tribunale che in videoconferenza. Chiaramente è una metafora per sottolineare l’importanza dei brevetti al giorno d’oggi.

Un interessante articolo online introduce nell’immaginario nerd e non solo (anche in quello avvocatizio a dire la verità), un una nuova figura “mitologica”: il patent troll.

La parola troll è mutuata dalla saga del Signore degli anelli ed individua dei personaggi maligni. Trasposto all’ambiente web dovrebbe indicare i di disturbatori. In realtà si tratta di persone che per mestiere registrano brevetti tecnologici.

Li registrano acquistandoli ad esempio dai ricercatori universitari che firmano una scoperta e poi ne cedono i diritti senza avere alcuna idea di dove possa portarli questa commercializzazione dell’idea avuta.

I patent troll, poi, usano i brevetti per ricattare le aziende. A parte la meschinità di questo affare c’è da considerare l’importanza del copyright e dei brevetti nelle guerre commerciali. Basta osservare da vicino la disputa tra Apple e Samsung per avere una conferma del fatto che non diciamo cose così strane in fondo.

Ma ancora più calzante è l’episodio di acquisto della Motorola da parte di Google, interessato a sconvolgere l’ambiente della telefonia mobile.