Maggio è un mese di celebrazioni: il 1, nel 1964, corrisponde alla nascita del BASIC — uno fra i linguaggi di programmazione più semplici e popolari al mondo. A Dartmouth, cinquant’anni fa, John Kemeny e i suoi studenti diedero vita a una delle basi (non soltanto per via del nome) dell’informatica moderna, che tuttora convive in Visual Basic per Windows 8.1 [vedi gallery]. Io gli sono particolarmente affezionato, perché è stato il primo che abbia imparato a usare… e penso che molti non più giovanissimi lo ricordino con affetto.

Era più o meno il 1989, quando ho iniziato a programmare in BASIC su un terminale simile a quello della foto qui sopra. Avevo appena quattro anni e la passione per l’informatica non m’impediva di giocare all’aperto con gli amici, però appena possibile tornavo al computer per inventare qualcosa: la versione che utilizzavo era dell’anno prima, il GW-BASIC di Microsoft che girava su MS-DOS. Quanti ricordi! Semplice, immediato, era ed è un linguaggio adatto ai bambini per imparare i rudimenti della programmazione. Un pezzo da museo.

Non saprei quantificare quanto il BASIC abbia influenzato i successivi linguaggi di programmazione, ma tutti – incluso Brendan Eich che ha ideato JavaScript, scommetto – l’hanno provato, almeno una volta. Riproporre in produzione un linguaggio che risale a mezzo secolo fa sarebbe sciocco, però io ritengo che abbia ancora qualcosa da dire a livello scolastico: se dovessi suggerire un linguaggio da introdurre alle elementari non avrei dubbi. Me ne rendo conto, sono di parte e la tartaruga del Logo non l’ho mai sopportata granché.

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