Il presidente uscente dell’Authority Corrado Calabrò si è congedato dal suo incarico spiegando che il ritardo del nostro paese nello sviluppo della banda larga sta costando caro all’Italia in termini di decremento del Pil. 

Quali sono i vantaggi del passaggio alla banda larga? Secondo Corrado Calabrò, ormai ex presidente dell’Authority in materia, i pro della connessione veloce sono innumerevoli. Temporeggiare nello sviluppo dell’infrastruttura tecnologica in questione costa tra l’1 e l’1,5 per cento del Pil.

La conclusione è stata inserita nel Bilancio di mandato 2005-2012, in cui si sostiene che le tecnologie della società dell’informazione sono ancora lontane dall’arena politica perché manca la consapevolezza relativa al loro potenziale.

Le tecnologie sono uno strumento cruciale nell’economia di un paese dice Calabrò. In Italia si viaggia ancora molto al di sotto della media europea, riguardo la diffusione della banda larga. Per esempio siamo soltanto a 21 linee attive ogni 100 abitanti.

Le famiglie connesse a internet sono il 62 per cento, contro il 73 per cento della media europea. Internet veloce è appannaggio del 52% degli italiani mentre nell’UE si viaggi verso il 67%. Un ritardo che si traduce anche nello scarso spessore del commercio elettronico.

Insomma l’Italia è in coda alla classifica dei paesi che investono nelle tecnologie e da queste ottengono un beneficio in termini di PIL.